I sogni son desideri

Il 23 maggio, nel corso degli incontri della mattina dedicati al tema del rapporto fra mamme e  lavoro,  avremo l’opportunità di portare le nostre istanze direttamente di fronte ad uno dei più alti funzionari del governo sul tema delle Pari Opportunità: Alessandra Servidori, Consigliera Nazionale di Parità e Consigliera del Ministro del Lavoro Sacconi.

Vorremmo quindi definire i temi che le mamme della rete considerano prioritari e più urgenti da attuare.

Votate fra le proposte quelle che ritenete più utili per voi (potete esprimere sino a 3 preferenze) e segnalateci nei commenti eventuali altre proposte: provvederemo ad inserirle nel sondaggio.

Quale tipo di aiuto concreto ritieni che il Governo potrebbe dare alle mamme?

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14 risposte a I sogni son desideri

  1. Claudia scrive:

    Scusate, ma questo sito, e tutta l’associazione, partono dal presupposto che i figli siano sempre e soltanto responsabilità delle madri. Ma dove sono i padri in tutto ciò?
    Perchè non parlare di “genitori”, e non sempre di “mamme”???
    Solo dividendosi le responsabilità e gli impegni si potrà arrivare a una vera parità tra uomini e donne anche nel mondo del lavoro.
    Trovo terribile che quando si parla di più asili nido si faccia riferimento solo alle mamme. Come se ci facessero un favore, come se fosse un sussidio solo per noi donne…ma per favore! gli asili nido, le infrastrutture in generale, sono importanti per entrambi i genitori, che così potranno continuare a lavorare…

    Tra le proposte sopra non ne sceglierei nemmeno uno. Vorrei un congedo paternità obbligatorio di almeno due mesi da prendere entro i primi 2 anni di vita del bambino. Così anche i papà potrebbero davvero aiutare, le mamme potrebbero tornare al lavoro, lasciando i pargoli, almeno per qualche setitmana, alle cure dei papà. I papà (e i datori di lavoro dei papà) capirebbero che un figlio non è un problema (e lo scrivo così apposta, perchè così è visto in ambito aziendale) delle “donne” ma è una responsabilità di entrambi i genitori.

    Io NON partecipo a MAM.

    C.

  2. giuliana scrive:

    varare incentivi per le aziende che incoraggiano la pratica del congedo familiare per i padri.
    (una politica che aiuta le mamme deve supportare tutta la famiglia, e farsi carico di facilitare un cambiamento culturale, oltre che ristretto alla singola “emergenza” maternità)

  3. Claudia Dal Forno scrive:

    Noto che le proposte di cui sopra toccano soprattutto il tema mamme e lavoro. Vorrei che l’attenzione venisse anche portata sulla necessità di un supporto psicologico e materiale per le neomamme. Avrei qualche progetto a riguardo, magari ne parleremo direttamente il 23 al camp. Grazie.

  4. silvia scrive:

    i primi tre sono quelli che ho votato anch’io, ma non mi aspettavo che fossero i problemi più sentiti dalla maggioranza delle mamme lavoratrici, più della carenza di asili nido e delle politiche sociali. Lo trovo davvero grave e molto preoccupante per il quadro che traccia del ruolo della donna (mamma) nelle aziende …

  5. Pingback: MaM2009 - Il primo incontro versione 2.0 dedicato alle mamme » Il Blog di FattoreMamma

  6. Jolanda scrive:

    @Claudia: hai ragione. I figli non dovrebbero essere sempre e solo responsabilità delle madri. I figli dovrebbero essere accuditi da mamma e papà insieme. Ma sappiamo tutti (almeno noi mamme lo sappiamo di sicuro!) che la realtà e’ diversa: i figli nella vita di tutti i giorni sono “di fatto” responsabilità delle mamme. E sta a noi mamme cercare di far cambiare le cose, agendo tutte insieme e cercando di far sentire la nostra voce. Di fatto noi ci rivolgiamo alle mamme appunto perché sappiamo che il peso dei figli e della famiglia pesa quasi sempre solo sulle loro spalle.
    Comunque, per quanto riguarda il congedo paternità, come vedi abbiamo subito accolto il consiglio di Giuliana e abbiamo aggiunto una nuova voce al sondaggio. Se ti va, ora puoi votarla!
    E per quanto riguarda i papà, il MaM è comunque aperto anche a loro: se vai a vedere l’elenco dei partecipanti, vedrai che proprio ieri si e’ già iscritto il primo.

    @giuliana: grazie della segnalazione. Ho messo in elenco anche la voce che hai suggerito. Purtroppo ho dovuto accorciarla un poco, perchè il sondaggio mi permette di inserire voci solo con un numero massimo di caratteri. Spero che vada bene…

    @Claudia Dal Forno: ne parleremo quando ci incontreremo al MaM!

    @silvia: verissimo!

  7. carmela scrive:

    jolanda non so se può essere sottoposto come istanza o altro ma x me è un problema x molte donne che come me sono casalinghe, a 44 anni mi ritrovo senza un anno di contributi, se è possibile parlate anche di una retribuzione (anche minima) e delle pensioni x le casalinghe. Grazie

  8. Vivienne scrive:

    Crescere un figlio è un “lavoro” utile a tutta la società, perchè ad esempio se ci saranno pochi giovani a lavorare rispetto alla massa di anziani in quiescenza, come già sta succedendo, chi contribuirà per il pagamento di pensioni, assistenza socio-sanitaria, ecc.? Pertanto i genitori dovrebbero essere liberi di scegliere nei primi anni d’età se continuare il loro lavoro perchè magari hanno sostegni nella cura dei figli, oppure occuparsi della crescita dei figli con un sostegno economico da parte dello Stato. Mi fa molta rabbia leggere che le donne italiane sono poco propense a fare figli, quando in realtà spesso sono costrette a non farli perchè mancano incentivi ad ogni livello (pochi asili nido, poche scuole statali, mobbing verso le donne in età fertile, necessità di lavorare nonostante tutti gli ostacoli, ecc.)

  9. angelina scrive:

    …dovrebbe essere dato sostegno morale e psicologico sia poco prima del parto (ad esempio per affrontare i piccoli dubbi che molto spesso non vengono affrontati nei classici corsi preparto), ma soprattutto dopo il parto quando una donna si sente stanca e avrebbe voglia di essere un pò coccolata …invece si ritrova a fare i conti con la quotidianità per lei quasi problematica (ad es. fare la doccia con i punti di sutura!) …oppure si trova in mezzo a visite di mille persone che hanno la presunzione di sapere tutto di tutto!!! …e di giuducare l’operato della neomamma!

  10. Margie scrive:

    @claudia: non capisco la tua aggressività contro questa iniziativa. Forse che tu hai trovato posto al nido? Forse che tu non sei stata discriminata perché incinta e poi in maternità? Forse che tu non hai mai maledetto il numero del pediatra pubblico sempre occupato? Forse non hai mai dovuto prendere un permesso perché tuo figlio era malato o aveva la recita? Se ci sono più nidi, non è che ai padri dia fastidio e si oppongano… Intendi forse che certe battaglie sociali non si combattono così ma sulle barricate? Beh, senti io ho dovuto chiedere il turno di notte, proprio perché al nido mio figlio non l’hanno preso: per le barricate non ho tempo ma per votare un sondaggio proprio sì!

  11. Pingback: mam - mamma a mamma » Blog Archive » MaM 2009: il programma del mattino

  12. Anna scrive:

    la politica attuale che prevede aumenti e promozioni per merito, di fatto esclude le mamme da qualsiasi promozione e/o aumento.
    Dal momento che una donna ha figli non puó piú permettersi straordinari ed orari folli e questo le esclude automaticamente dagli avanzamenti di carriera e da tutti gli aumenti che non siano stabiliti dal contratto nazionale. Spostare la trattativa sul piano aziendale, come i nuovi contratti di lavoro prevedono, danneggia fortemente le mamme, se poi sono sole (separate, divorziate, vedove, ecc.) allora é la fine della loro carriera. Le donne sono SEMPRE lasciate sole e sono sempre inadeguate sia a casa (perché lavorano) che in ufficio (perché hanno impegni familiari) BISOGNA AIUTARLE!!! Aiutare una mamma significa automaticamente aiutare i suoi figli!!!

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